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Che lavoro cerchi?
Dove?

sei in mobilità? Scrivilo nel curriculum

persone
Sei iscritto alle liste di mobilità? Indicalo nel CV!
Può costituire un elemento di preferenza per chi sta ricercando una risorsa umana perché, per le aziende,  assumere un lavoratore iscritto nelle liste della mobilità costa meno.

Perchè?

Perché se l’azienda assume a tempo determinato un lavoratore in mobilità per un periodo non superiore a 12 mesi paga i contributi agevolati (aliquota pari al 10% a carico azienda) per tutta la durata del contratto. Se poi decidesse, entro la data di scadenza, di trasformarlo a tempo indeterminato potrebbe usufruire delle stesse agevolazioni contributive per ulteriori 12 mesi, arrivando così a un totale di 24 mesi.

Perché se l’azienda  assume da subito un lavoratore in mobilità a tempo indeterminato paga i contributi agevolati (aliquota pari al 10% a carico azienda)  per 18 mesi.

Se poi  il lavoratore iscritto nelle liste di mobilità sta percependo dall’inps l’indennità di mobilità,  la sua assunzione, a determinate condizioni, consentirebbe all’azienda che lo assume,  in aggiunta alle agevolazioni previste nei primi due punti, di richiedere all’Inps il 50% dell’importo della stessa indennità di mobilità che l’istituto previdenziale avrebbe dovuto corrispondere al lavoratore disoccupato

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Indennità di mobilità: è un assegno mensile che spetta al lavoratore licenziato per giustificato motivo oggettivo da datori di lavoro che occupano almeno 15 dipendenti, tramite un’apposita procedura, e che sia in possesso dei seguenti requisiti:
- aver provveduto ad iscriversi alle liste di mobilità;
- avere un’anzianità aziendale di almeno 12 mesi, di cui 6 di lavoro effettivamente prestato;
- essere stato titolare di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
La durata della corresponsione dell’indennità di mobilità è legata all’età del lavoratore e alla zona in cui è ubicata l’unità produttiva presso la quale il lavoratore svolgeva effettivamente la prestazione
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la comunicazione efficace nei CV

Ci  proponiamo per un posto di lavoro? Presentiamoci al meglio!

Il nostro curriculum vitae costituisce, di fatto,  la nostra prima grande chance per cercare un nuovo lavoro.
L’iter normalmente scelto dalle aziende per selezionare una risorsa umana è:

  • per prima cosa l’esame del CV,
  • poi, nel caso, la telefonata
  • e, da ultimo,  l’incontro personale con il candidato.

Per questo è importante redigere al meglio il proprio curriculum.

Anche per la redazione del CV  valgono le “leggi” della comunicazione efficace:  per far arrivare un messaggio senza malintesi, è fondamentale individuare i contenuti da esporre come  pure il giusto modo di esporli.
Un  buon CV redatto in modo efficace ed attuale ottiene la giusta attenzione da parte dei selezionatori e si distingue da altri CV di pari contenuto, ma irrimediabilmente scartati per carenza nella forma, nella grammatica o con improponibili  errori sintattici.

trovare lavoro è una cosa seria

Si! Trovare lavoro è una cosa seria

Molte sono le lamentele che arrivano sui vari blog da parte di candidati che rispondono alle diverse offerte di lavoro,  ma che non ricevono riscontri alle loro candidature …
verrebbe quasi da pensare “c’è qualcuno dietro quell’offerta”?

Essere alla ricerca di un posto di lavoro, oggi, richiede impegno e costanza … è forse diventato un lavoro cercare lavoro?  Di questi tempi si!

E allora  qualche ulteriore piccolo suggerimento da aggiungere ai precedenti:

einstein

Presentate il cv in modo completo e personalizzato, con un commento o con la lettera di presentazione e con la vostra fotografia; e se avete un blog, o uno spazio vostro in My space, Linkedin o altro ancora, abbiate cura di riportarne il link;
e ancora

Fate attenzione agli errori grammaticali e di punteggiatura, abbiate cura dei dati che inserite sul cv o sui form predisposti nei portali di reclutamento;
questo non solo per fornire una una buona presentazione di voi stessi, ma anche per consentire una ottimale ricerca da parte delle aziende.
Se il capo del personale di una azienda sta ricercando, per esempio, una impiegata, digita la parola IMPIEGATA sul motore di ricerca interno ai siti come facilelavoro;..ma se tu candidata hai scritto nel tuo CV IPIEGATA…non appari nella lista di ricerca e perdi una opportunità.

Perchè la foto di Albert Einstein?

Per queste sue parole, un po’ forti, sì, ma  preziose per ognuno di noi:
“Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle allo stesso modo.
La crisi è la migliore benedizione che possa arrivare a persone e interi paesi
perché è proprio la crisi a portare il progresso.
La creatività nasce dall’ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura.
E’ nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.
Chi attribuisce le sue sconfitte alla crisi,
violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni.
La vera crisi è la crisi dell’incompetenza.
Lo sbaglio delle persone è la pigrizia nel trovare soluzioni.
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una
lenta agonia.
Senza crisi non ci sono meriti.
E’ nella crisi che affiora il meglio di ognuno di noi,
perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza.
Parlare della crisi significa promuoverla
e adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo.
Invece di questo, dobbiamo lavorare duro!
L’unica crisi minacciosa
è la tragedia di non voler lottare per superarla…”

“Quando sono le ferie?” le frasi “no” nei colloqui di lavoro

Cosa  non dire in un colloquio di lavoro?

Citiamo alcune frasi da un interessante articolo di Iolanda Barera apparso sul Corriere della Sera: una raccolta di frasi da evitare in sede di colloquio di lavoro, perché veri e propri autogol.

Per esempio..iniziare il colloquio con “Possiamo darci del tu?” è un vero e proprio errore strategico.

Come pure manifestare eccessiva insicurezza:  “Prima di accettare devo consultarmi con mia moglie” o anche  “No, all’estero non posso andare perché la mia famiglia non ha piacere”.

Ma anche dimostrarsi eccessivamente spavaldi è controproducente:  “Non ho intenzione di accettare il periodo di prova”
o il neolaureato che chiede “A quando la dirigenza?”
Non è certo da meno l’atteggiamento ostile  “Non sono affatto d’accordo con Lei” o superficiale “Voglio cambiare per crescere, ma senza dovermi impegnare di nuovo”.

Anche le domande sui vostri diritti, riservatele ad un successivo colloquio: “Quando sono le ferie?” come pure “Parliamo subito di soldi, sa…cambio solo per quelli”.
Infine, la scivolata finale: “Dottoressa, come sono andato?”….evitate…

Nel corso dei colloquio di lavoro, quindi, siate Voi stessi ma con qualche accortezza!

…non vi consigliamo di prendere spunto dal video… anche se un po’ di creatività non guasta mai!

perde il lavoro: uccide il titolare?!?

stress


“Avevo paura di essere licenziato”


Un assicuratore romano di 30 anni dopo un litigio in auto ha colpito con una mazza il suo
agente. Poi lo ha gettato in una scarpata sulla strada tra Leonessa e Rieti. Fermato, ha
confessato: “Era un dittatore”.
LUCCA Torna in azienda, spara a due dirigenti e poi si ammazza

No:  non si tratta di “incidenti sul lavoro“, come annunciato da un TG:  sono dei veri e propri assassinii.

Questo si che è STRESS causato dal lavorodal lavoro che non c’è o che si ha paura di perdere.

Ora, senza arrivare a questi limiti, è bene guardare in faccia cosa significa realmente  perdere il lavoro, cercare  lavoro o cambiare lavoro.

In TV ci viene detto che la “crisi ormai è solo un brutto ricordo”…STORIE! La crisi c’è, eccome se c’è!
Il lavoro è in ripresa, gli ordini sono in ripresa, è vero,  ma è terribilmente difficile per le ditte incassare…la  liquidità scarseggia e questo non favorisce certo l’occupazione, in special modo quella stabile.

Per chi ha le tasche piene è facile riempirsi la bocca di belle parole e sbandierare le cifre della ripresa: ma chi parla in questi termini ha mai provato cosa significa  davvero non avere i soldi per pagare l’affitto o il mutuo,  non sapere cosa portare in  tavola,  provare l’umiliazione di chiedere prestiti ad amici o familiari?
Chi parla così ha mai provato cosa si prova a essere scartato a un colloquio (a volte senza neppure una articolata e motivata giustificazione) dopo averne fatto altri venti, e vedere che passano i giorni e non si muove nulla?
E adesso che arriva l’estate e che, come sempre,  l’Italia si ferma, che si fa?  C’è davvero il rischio di sprofondare in uno stato depressivo.

Trovare un lavoro, oggi,  è un vero e proprio lavoro!

Qualche consiglio:

  • consultate, frequentate quotidianamente i siti di lavoro online come il nostro facilelavoro e come altri di provata serietà;
  • visitate quotidianamente le agenzie di somministrazione e inviate il vostro curriculum, candidandovi man  mano alle offerte che ritenete adeguate a voi;
  • visitate quotidianamente i centri per l’impiego, come pure gli informagiovani  attrezzati anche per le offerte di lavoro;
  • chiedete a tutti, a proposito e a sproposito: formate, insomma, una vera e propria OLA di  passaparola…anche questo può servire e poi, se non proprio a tutti, a tante persone fa  piacere rendersi utili e DUE è meglio che UNO!

E ancora

  • Non scartate a priori un lavoro anche se non è proprio comodo comodo sotto a casa vostra”;
  • non scartate a priori un lavoro perchè viene offerta una tipologia contrattuale che non  conoscete o che non è proprio quella ricercata. Piuttosto documentatevi, chiedete  informazioni a chi può fornirvele.  A volte capita che dietro una apparente difficoltà, si
    nasconda una opportunità.
  • Non scartate una offerta di lavoro perchè attendete una risposta “importante” che potrebbe  anche non arrivare mai.
  • Se vi offrono un lavoro e il compenso è  spropositato rispetto all’impegno..siate accorti: potrebbero celarsi dietro a questa offerta  società non proprio “a norma”di legge o  prossime a un fallimento;
  • In ogni caso, prima di accettare il lavoro, documentatevi sulla società che vuole assumervi.

Infine non abbiate paura di accettare un lavoro che “esula” un po’ dalle vostre  consuetudini o competenze: se chi effettua la selezione vi ritiene all’altezza del compito,  provate!

In bocca al lupo!

stress da lavoro correlato

Il 1° agosto è il termine ultimo (a tutt’oggi) per completare la valutazione dello stress da lavoro correlato; questa valutazione va inserita nel D.V.R.  (documento di valutazione dei rischi) come previsto dal D.Lgs.81/2008 sulla sicurezza negli ambienti di lavoro….

E’  il termine ultimo.. chissà..forse..perchè  ancora non sono state delineate in toto le linee guida per la realizzazione di una corretta valutazione dello stress..

In attesa di chiarimenti e di molto probabili proroghe dell’ultimo minuto, vi riporto il parere espresso dall’Ing. Pullin di Norsaq Srl: condivido le sue perplessità e le sue considerazioni.

Il 1° agosto 2010 dovrebbe entrare in vigore l’obbligo di valutazione specifica dello stress lavoro-correlato secondo quanto previsto dall’art. 28 del D. Lgs. 81/08, anche in assenza di indicazioni fornite dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.
Tuttavia, entro il 30 luglio la Camera dovrebbe approvare il maxiemendamento che, tra le varie misure, prevede il rinvio dell’obbligo al 31 dicembre 2010, sia per il settore pubblico (quest’ultimo già ufficialmente posticipato) che per quello privato.
Rimaniamo pertanto in attesa dell’approvazione ufficiale della proroga per tutte le aziende, continuando a confidare nell’emanazione di linee-guida ufficiali da parte della Commissione consultiva permanente, in grado di fornire uno strumento chiaro per i datori di lavoro che devono cimentarsi con tale adempimento.

Allo stato attuale infatti le pur numerose linee guida che sono disponibili (es. tra le più utilizzate e sponsorizzate vi sono quelle della ASL Verona, dell’ISPESL, della Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome, di varie associazioni di psicologi del lavoro) non hanno una specifica valenza giuridica, non essendo quelle espressamente previste dal D. Lgs. 81/2008.

Allo stesso tempo, assistendo a un vero e proprio bombardamento, anche con toni terroristici e ultimativi, di e-mail, fax, telefonate e ogni altro tipo di sollecitazione alle aziende (che in effetti, questo sì, induce un certo stress, nelle aziende!) riteniamo anche opportuno ricordare alle aziende che la valutazione del rischio stress, pur essendo ora assai di moda e “spinta” commercialmente, come al solito in questi casi all’approssimarsi di una scadenza, è SOLO UNA DELLE TANTE VALUTAZIONI DEI RISCHI CHE DEVONO ESSERE FATTE.

Perché “agitarsi” per la valutazione del rischio stress, quando semmai ancora non è stata fatta la valutazione del rischio chimico (non ci sono in azienda sostanze pericolose?) o del rischio esplosione (centrali termiche, carrelli, bombole di gas infiammabili, polveri organiche, solventi e materiali infiammabili, etc. sono del tutto assenti?) o del rischio di incendio (e il DM 10/03/98 per cosa lo avranno scritto? e il CPI quando mai lo otterremo?) o della movimentazione manuale dei carichi (lavoriamo in assenza di gravità?).

E magari ancora non abbiamo ancora designato il Medico Competente (chi è costui? ma chi sta male?) facciamo esercitazioni annuali di evacuazione e gestione delle emergenze (del resto il piano di emergenza non ce l’abbiamo …).


Insomma: non per voler fare una classifica dei rischi, visto che di stress sembra che soffra ben il 27% degli italiani (ma non eravamo “un paese du sole”?), ma già che ci siamo i rischi valutiamoli tutti, se ci sono pertinenti, e facciamoci venire uno stressone da valutazione cumulativo (così poi dopo mettiamo i documenti in un bel faldone sullo scaffale e non ci pensiamo più, fino al prossimo stress …).

A parte queste considerazioni, in attesa della pubblicazione delle suddette linee guida ufficiali, suggeriamo alle aziende, anche in accordo con le indicazioni di diverse Associazioni Datoriali, prima di partire con questionari a tappeto, analisi di clima (che non sono quelle meteo …), focus group e corsi di yoga, di raccogliere opportunamente le informazioni relative a indicatori oggettivi, sebbene alternativi, quali possono essere quelli connessi con assenteismo, turnover, segnalazioni di problematiche all’ufficio personale ed altro, per consentire di avere un primo quadro di analisi del contesto.
Poi per gli approfondimenti e le analisi tecniche più raffinate siamo, pur in assenza di un contesto chiaro, ovviamente già attrezzati con competenti professionisti del settore, in grado di integrare le competenze della sicurezza con quelle della psicologia del lavoro.

social network, privacy e lavoro..un argomento delicato

network

“Benvenuto nel mondo dei social network … potrai trovare amici,  comunicare con una realtà virtuale, condividere pensieri, foto, pubblicizzare la tua azienda e trovare persone che condividono i tuoi stessi interessi e le tue stesse passioni … il tutto avendo a disposizione una tua pagina personale! Aumenta le tue conoscenze .. entra a far parte di un “social network”!

Diventa sempre più importante, per le persone che per le aziende,  essere presenti su queste nuove “piazze virtuali”,  soprattutto per le aziende che decidono di utilizzare lo strumento dei social network per farsi pubblicità.

Nei social network come facebook, viadeo, linkedin, myspace (solo per citarne alcuni) è possibile  interagire con un maggior numero di persone, osservare quello che succede nella “piazza del web” e,  magari,  acquisire informazioni su possibili clienti, fornitori o addirittura dipendenti e collaboratori.

Il web è pieno di siti che offrono servizi di social utility o social networking, nuovi modi di comunicare e di conoscere persone senza però, il più delle volte, sapere chi si nasconde dall’altra parte della rete!
E poi, non dimentichiamo il grande problema del trattamento dei dati personali.

I vantaggi che hanno prodotto questi siti sono innumerevoli,  principalmente di conoscere e farsi conoscere, ma quello che si rischia di perdere di vista è la propria identità.
L’impressione iniziale, appena ci si iscrive ad un social network, è solo positiva, si crea uno spazio virtuale privato e si comunica con chi si conosce, con chi ci sembra più simpatico o ancora con chi ci potrebbe essere d’aiuto per un progetto o per un lavoro.

Quello che può nascondersi dietro una rete virtuale è un’identità fasulla o addirittura clonata anche solo per semplice gioco o peggio per acquisire informazioni riservate.

Il numero di iscritti ai social network aumenta giornalmente a dismisura, per puro divertimento o perché “va di moda” o meglio per allargare le proprie opportunità lavorative, ma dobbiamo mettere in conto che il vantaggio si potrebbe trasformare in un pericolo per la nostra identità. L’importante è: non prendere sul serio tutto ciò che accade e soprattutto non diffondere troppe notizie su noi stessi!

Quando ci si iscrive ad un social network, e quindi si inseriscono i propri dati personali, c’è il rischio di perdere il controllo dei propri dati, infatti questi possono essere utilizzati e diffusi anche a distanza di anni dagli enti che gestiscono il servizio di licenza, anche solo per disattenzione o imprudenza, rendendo nulle anche eventuali cancellazioni o disattivazioni dagli stessi siti. Ecco l’importanza di leggere attentamente quanto previsto nelle condizioni d’uso e nelle garanzie.

Il trattamento dei dati personali è ammesso solo con il consenso dell’interessato quindi siamo noi stessi i difensori della nostra privacy sino a quando non decidiamo di entrare a far parte di questo moderno modo di comunicare con tutti i riflessi positivi e negativi del caso … sperando che dall’altra parte della videata ci sia sempre il “rispetto degli altri”!

Entrare a far parte di un social network è senza dubbio un’opportunità,  (per esempio quando registrate il vostro curriculum in facilelavoro potete indicare link al vostro blog o al vostro spazio personale nei vari social network ) ma l’effetto potrebbe non sempre essere quello sperato: il nostro consiglio non è certo  quello di non farne parte, anzi,  ma di ricordarsi di essere “in vetrina”

a cura di Daniela Ria

lavoro: l’importante è rinnovarsi!

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Leggevo oggi su twitter   in merito alla  modernissima “Animal Lounge” che Lufhtansa ha realizzato all’aeroporto di Francoforte;  un  vero e proprio salotto per  animali  di tutte le taglie in transito nell’ aeroporto,  dotato  di giusti e confortevoli  spazi  di “attesa” e di  assistenza  tramite  personale specializzato.
Tutti gli animali domestici che viaggiano in cabina passeggeri verranno trasferiti nell’apposita sala, dotata di 39 box studiati per animali di piccola taglia,  nel caso in cui si prevedano tempi di attesa superiori alle due o tre ore.

Gli animali più grandi troveranno ricovero in un’apposita stiva,  per garantire loro un viaggio sicuro e confortevole grazie alla  ottimale  pressurizzazione e climatizzazione. La stazione sarà a disposizione di tutte le compagnie aeree presenti all’aeroporto di Francoforte.

In questo  tempo  di “crisi” è  più che mai importante distinguersi, rinnovarsidare qualcosa di più al cliente:  in poche parole essere innovativi e attenti alle esigenze che man mano si delineano sul mercato.
E se questo vale per le aziende, ancor più vale  per chi si propone all’azienda  come risorsa umana  a tutti i livelli, dal manovale all’impiegato come pure al quadro dirigente.

Rinnovarsi, frequentare corsi, studiare una lingua, come pure acquisire dimestichezza con la tecnologia (dall’uso dei computer, al disegno CAD o di Photoshop, solo a titolo di esempio)  possono costituire quel “qualcosa in più” per chi sta cercando una risorsa umana per la propria attività.

E se già possedete quel “qualcosa in più” stimatevi e  mettetelo bene in evidenza nel vostro curriculum!

festival del lavoro: i video e le interviste

Bilancio positivo per il 1° festival del lavoro di Treia: 2600 presenze, 159.470 accessi alla diretta web tv.

I video dell’evento, delle interviste e degli interventi sono già  disponibili sulla web TV dei Consulenti del lavoro. Tra gli altri gli interventi di Don Luigi Ciotti,  Giuliano Cazzola,  Debora Serracchiani,  Cesare Damiano,  Paolo Pennesi, Tiziano Treu.

Filo conduttore: il lavoro


Intervista della Fondazione Lavoro con l’onorevole Cesare Damiano, capogruppo della commissione lavoro del PD

la “costruzione” di un curriculum vitae

Quante accortezze richiede “costruire” un curriculum vitae corretto!

Il “CV”  è il biglietto di presentazione di un “candidato” nei confronti di una azienda: compilalo con cura, con attenzione. Quel CV sei TU!

In questi giorni stiamo approntando delle modifiche migliorative al sito di facilelavoro:  fra le tante, una di particolare importanza.

Abbiamo aggiunto infatti, nella compilazione del CV,  il campo  PROVINCIA DI RESIDENZA.

Questo perchè la provincia di residenza di un candidato è,  per tantissime tipologie di lavoro, un dato veramente importante: una residenza troppo distante dal luogo di lavoro può, nel tempo, generare problematiche e stanchezza. Viceversa risiedere in prossimità dell’azienda (30/35 km non oltre) crea una maggiore fidelizzazione fra imprenditore e risorsa umana.

Se ancora non lo hai fatto, aggiorna questo campo nel tuo CV!